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Terranera: l’antico borgo nel cuore del Parco Regionale del Sirente-Velino dal drone

Terranera: la storia del borgo e un meraviglioso video girato dal drone

Terranera è un antico borgo di origine medievale, sorge in cima a una collina. Ci troviamo in Abruzzo, in provincia de L’Aquila. Altopiano delle Rocche.

Il borgo dista circa 127 km da Roma, 35 km da Avezzano e 25 km da l’Aquila e una manciata di km da Ovindoli e Campo Felice, stazioni di sport invernali.

Su come e quando sorge Terranera ci sono differenti dubbi, in quanto faceva parte del Regno di Napoli e i documenti della sua fondazione si trovano negli arrivi di Stato a Napoli. Tuttavia alcune notizie sembrerebbero far risalire la nascita del borgo tra XI e XII secolo. Questo viene dedotto anche in base a un documento trovato che recitava le seguenti parole:

Tommaso, Signore di Barili e figlio di Berardo, Signore e fondatore di Rocca Odorisia (forse Rocca di Cambio), donò alla religione Gerosolimitana la chiesa di S. Pio di Campana, la chiesa di S. Niccolò, con tutte le rendite e territori ad essa spettanti“.

Ai primi dell’800, il Mariani dà di Terranera le seguente descrizione:

“È situata nel mezzo giorno sulla cima di erta montagna, contiene circa 347 anime. In distanza di un terzo di miglio ha una prateria co’ terreni seminatori intorno ed è estesa circa 4 miglia; non ha valli ne’ colline. Diletta assai l’occhio specialmente nella primavera, per la vaghissima varietà, e moltitudine de’ fiori campestri, abbonda in acqua il piano nel verno, le quali in piè di esso di adunano in un pozzo ben largo e profondo in foggia di caldaia e detto perciò pozzo caldaio. Ad oriente poi ha altra bellissima veduta di lunghissima valle-piano, che non si raggiunge con un’occhiata e diletta pure molto la veduta di tanti paesi, che le sono in prospettiva. Ha di suo diritto la Comune un forno. Il Paese e il terreno è pietroso, arido, ed alpestre e perciò scarseggia di acque e devono i naturali attingerla in della

Rocca di Mezzo. I suoi prodotti sono grano, orzo, lente, e piselli. Vi sono volatili di più specie e di insetti di più specie. Ha una macchia di querce comuni con Rocca di Mezzo, con la quale fa tutto un corpo; aveva il suggello comune, e degli amministratori annuali, se ne scieglievano due de’ naturali, e gli altri di Rocca di Mezzo; al presente vi si sceglie il solo eletto, e la tenue sua industria è di capre, pecore, giumenti, muli e cavalli. I naturali sono tutti uomini di campagna. Nel verno si portano a lavorare nello Stato pontificio, ed altrove; nella state attendono alla coltura dei loro campi, ed è distante dall’Aquila circa 12 miglia. Confina con campana ad Oriente, con Fontavignone e Rocca di Cambio a settentrione”.