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Santo Stefano di Sessanio: il borgo gioiello dell’Appennino

Il Borgo Gioiello dell'Appennino, Santo Stefano di Sessanio

Santo Stefano di Sessanio è considerato uno tra i borghi più belli in Italia, situato nell’entroterra abruzzese e al di sotto della Piana di Campo Imperatore. Da una parte, vista la sua posizione panoramica, è possibile osservare la Valle del Tirino e dall’altra la conca aquilana.

Pochi metri sotto al paese è presente una piccola piana adibita alla coltivazione di patate e legumi. E’ nota la lenticchia di Santo Stefano.

Il borgo si è sviluppato a partire dal XIV secolo attorno all’antico presidio fortificato della torretta Medicea. La torre si presume esistesse sin dall’epoca normanna, isolata sopra un cocuzzolo, e comunicante con la torre di Rocca Calascio, quella di Castel del Monte e di Castelvecchio Calvisio. La torre di avvistamento serviva per controllare i traffici sul tratturo per Foggia, oppure per mettere in allarme la popolazione durante le invasioni nemiche del territorio. Nel XV-XVI secolo, quando Costanza Piccolomini vendette i feudi di Calascio, Santo Stefano e Carapelle al duca Alessandro de’ Medici, il paese già in via di sviluppo, fu ornato dall’inconfondibile stile rinascimentale fiorentino, di cui la torre principale è l’elemento principe. Il borgo, benché danneggiato dal sisma del 2009, e ancor prima da quello del 1703, è ancora perfettamente conservato, ha la caratteristica del borgo a nido d’aquila che si avvolge con le case attaccate l’una all’altra all’altura della torre centrale, è accessibile da ovest per mezzo di via Nazario Sauro, e da est per via Cesare Battisti, da cui si sale alla porta medicea, che precede la Piazzetta dei Medici, con la cappella della Madonna e il Palazzo delle Logge, sede del capitano di giustizia. Il dedalo di strade, di cui si ricordano via Chiesa e via Torre, portano o a una seconda chiesa dentro le mura, oppure alla torre dei Medici.

Molti passaggi sono caratteristici perché voltati, in parte mostranti ancora i contrafforti delle mura, che si sono fuse con le case civili.