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Mondiali Sci: marito vieta a Samira Zargari, CT dell’Iran, di partire

Samira Zargari, ct della nazionale femminile iraniana di sci alpino, non è partita alla volta dell’Italia per guidare gli atleti durante i Mondiali di Cortina

Samira Zargari, commissario tecnico della nazionale femminile iraniana di sci alpino, non è partita alla volta dell’Italia per guidare gli atleti durante i Mondiali di Cortina. Il marito le ha impedito di lasciare l’Iran.

Samira Zargari
Samira Zargari

Secondo le leggi vigenti nella repubblica islamica dell’Iran infatti, le donne devono avere il permesso dei mariti per ottenere il passaporto, ma lo stesso marito può successivamente porre un veto sull’eventuale viaggio della consorte. A poco sono serviti i tentativi di mediazione dei funzionari della federazione iraniana: il marito della campionessa nazionale di sci alpino 2007 è stato irremovibile. Quello accaduto non è nemmeno il primo caso del genere: 6 anni fa, Niloufar Ardalan, capitano della squadra di futsal femminile dell’Iran, non ha potuto prendere parte alla Coppa d’Asia poichè il marito le ha impedito di viaggiare.

Il quotidiano “Shargh”, citando una fonte informata della Federazione iraniana di sci, ha sostenuto che alcuni funzionari hanno cercato “fino all’ultimo” di risolvere questo problema. Sul sito della Federazione iraniana di sci è stato pubblicato l’elenco della delegazione partita per l’Italia e, senza menzionare l’accaduto, è stato riferito che le atlete sono partite sotto la guida di Marjan Kalhor, membro di lunga data della squadra nazionale di sci alpino.

Impossibile sapere quali siano le reali motivazioni di questo divieto, ma essere sportive e occidentalizzate non toglie alle donne iraniane uno “stato di minorità” sancito dal diritto di famiglia. La donna, di fatto, passa dalla tutela del padre a quella del marito, o in altri casi a quella del fratello o dello zio, senza mai poter affermare una sua piena autonomia.
Una situazione che stride sempre più con il ruolo sociale assunto dalle donne, in base alla emancipazione femminile favorita dalla rivoluzione iraniana e che ha portato le donne a ricoprire molte funzioni pubbliche. Uno stato di minorità femminile che accomuna, in base a presupposti giuridici e culturali del tutto simili, gran parte del mondo arabo: negli Emirati Arabi Uniti la principessa Latifa ha accusato il padre, il sovrano di Dubai, di tenerla prigioniera da quando nel 2018 ha tentato di fuggire dalla città. In Arabia Saudita Loujain al-Hathloul, 31enne attivista per il diritto delle donne saudite a guidare l’automobile, è stata liberata la scorsa settimana dopo essere stata condannata a cinque anni e otto mesi di prigione ed averne passati in carcere più di tre.
Per questo non aver permesso a Samira di essere al cancelletto di partenza delle gare di Cortina 2021 significa aver inforcato nel paletto della dignità della donna.

Fonte: avvenire.it