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Rifugio Viperella, meta turistica internazionale nel Parco dei Simbruini

Rifugi dell'Appennino, oggi parliamo del Viperella struttura presente nel Parco Regionale dei Monti Sibillini e metà internazionale da parte di molti turisti

Il Rifugio Viperella incastonato tra i confini del Parco Naturale Regionale dei Monti Sibillini, si trova a Campo Staffi a circa 12 Km da Filettino.

Al confine tra il Lazio e l’Abruzzo è una tra le località più ambite dai Romani e da turisti che si recano a visitare questi meravigliosi luoghi da tutto il mondo.  Tuttavia scopriremo che grazie all’Associazione che ha preso in gestione il Rifugio sono nate diverse attività, che garantiscono ai turisti un divertimento completo e a 360°C.

Per questo abbiamo deciso di intervistare Mauro Venditti, gestore del Rifugio Viperella.

Come nasce il Rifugio, sappiamo che fino al 2017 dove ora c’è il Viperella era presente una struttura abbandonata. E’ vero?

Proprio così, l’abitazione era una delle tante quasi totalmente abbandonata. E’ stato sempre un nostro sogno cercare di rivalutare Campo Staffi e l’unica soluzione era impegnarsi personalmente con il cuore e il sudore. Nel 2017 siamo riusciti con tante difficoltà a creare questo circolo e
questa associazione che serve proprio come punto di partenza per tante attività sulla montagna di carattere sportivo , culturale e divertimento .

Nel corso degli anni siete poi stati protagonisti della creazione di numerose attività ed eventi. 

Abbiamo organizzato moltissimi eventi in tutti i
weekend dell’anno, dall’estate all’inverno, puntando tantissimo sulla sicurezza in montagna che per noi è essenziale, abbiamo portato sport veramente sconosciuti da queste parti come il drift trike ( tricicli che servono per derapare in curva) organizzando ben 3 raduni nazionali con strada chiusa al traffico e persone provenienti addirittura dalla Svizzera.

Abbiamo lo snowscoot (bici bmx con 2 tavole tipo snowboard) semplicissimo da utilizzare ed insieme all’associazione Northside di Bologna organizziamo eventi sia a Campo Staffi sia al
Cimone, ma questi sono solo alcuni esempi.

Quella di Campo Staffi è poi una meta che offre moltissimi spunti vero? 

In questo periodo estivo ci riempie di orgoglio ad esempio vedere tantissime persone venire ad arrampicare alla falesia di campo staffi, che poi è la più alta di quota nel Lazio. Pensare  che l’abbiamo attrezzata noi e il nostro amico Carlo Barrini con le nostre forze sia economiche che fisiche, e avere come ospite il 1 agosto una persona che ha fatto la storia dell’arrampicata italiana ed internazionale degli anni 80-90, come Andrea di Bari per presentare il suo libro,  per noi e’ un onore! Comunque basta andare sulla nostra pagina facebook per capire la realtà che c’e’ ora a Campo Staffi.

Quali sono i vostri obiettivi? Voi siete un circolo per soci, non un vero e proprio punto bar. E’ corretto?

Il nostro obiettivo è mettere la montagna a disposizione di tutti,  anche di chi non e’ esperto e creare un gruppo di persone coese, di amici.  Valorizzare queste montagne sarà sempre un dovere per noi.

Per far parte di questo nostro gruppo è necessario tesserarsi ogni anno con
pochissimi euro, in modo tale da diventare soci per vivere ogni esperienza che ci regala la montagna.

Luana ad esempio si e’ qualificata anche come guida Aigae e del Parco dei Monti Simbruini, oltre ad essere la responsabile della cucina e, a
detta di tanti soci, anche una cuoca eccezionale.

Ringraziamo sempre tutti coloro che ci sostengono in tutti i modi, chi ci aiuta nelle nostre raccolte fondi per stazione meteo, web 360, defibrillatore, a chi ci aiuta a svolgere il programma attività, a chi si tessera e partecipa alla vita della nostra associazione, a chi ci aiuta sui social condividendo ogni iniziativa.

La nostra forza e’ dovuta solo ad ognuno di queste persone,
senza di loro non esisterebbe nulla ora a Campo Staffi!

Ricordiamo poi che dal Rifugio Viperella è possibile raggiungere diversi itinerari, come le vette più alte della zona arrivando sul  Monte Cotento 2015mt, il più alto dei simbruini, sul monte Tarino, sul Viglio, sul monte Viperella. Oltre a percorsi sui cippi di confine, o raggiungere altri rifugi ( non custoditi) come quello del ceraso o di colle mozzone.