I coniugi Di Carlo e la loro convivenza con Vallanzasca a Cartore

La storia dei coniugi Di Carlo e della loro convivenza con il noto criminale Renè Vallanzasca

Le montagne appenniniche, oltre  ad essere famose per le loro bellezze derivate dalla natura incontaminata ed i meravigliosi paesaggi che  offrono, sono state sede di storie o di racconti capaci di segnare un’epoca.

Ad inizio settimana abbiamo raccontato la storia del sequestro di Aldo Moro e della falsa soffiata che, avrebbe segnalato il suo cadavere all’interno del Lago della Duchessa.

Oggi, seppure a grandi linee, parleremo di un’altra storia e del Borgo di Cartore noto per aver “ospitato” il famoso criminale Vallanzasca ed essere stato .

Il Borgo di Cartore è situato alle pendici delle montagne della Duchessa, 944 m.s.l.m, fu abbandonato dopo la seconda guerra mondiale con l’emigrazione degli abitanti verso Roma e l’Aquila.

Nel lontano 2003 è morta l’ultima abitante di Cartore di Borgorose, Annunziata Rubeis, 80 anni, che ha vissuto la sua vita al fianco di Eusebio Di Carlo. Annunziata ed Eusebio furono testimoni silenziosi dei maggiori eventi avvenuti nel Cicolano.

fontanella
Foto: www.riservadelladuchessa.it

Verso la fine degli anni 50, un aereo precipitò sui monti della Duchessa per quella che risulterà una tragedia che rimarrà scritta negli annali della Valle del Salto e i coniugi DI Carlo furono tra i primi soccorritori.

Non solo, perchè i De Rubeis furono i primi a raggiungere il Lago della Duchessa quando le Brigate Rosse fecero credere che il corpo di Aldo Moro fosse sepolto al di sotto delle acque ghiacciate.

Inoltre, per più di tre mesi – i Di Carlo- hanno convissuto con il bandito Renè Vallanzasca che aveva trovato rifugio in un casale di Cartore. In realtà, da quello che risulta, la convivenza tra il noto criminale e la coppia di signori fu tutto sommato cordiale.

Attenendoci sempre a quelle che sono le storie che vengono narrate, i due signori non erano a conoscenza del fatto che Vallanzasca fosse un pericoloso e latitante criminale. Qualche anno fa, un brigatista pentito fece ritrovare vicino alla grotta dei briganti, un deposito di armi che erano state seppellite all’interno di un frigorifero portatile.

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