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Piero Ramella: nessuno parla della prossima stagione invernale

Piero Ramella: mancano solo cinque mesi e ci siamo. E cinque mesi sono davvero pochi per poter programmare il prossimo inverno

Pubblichiamo molto volentieri questa lettera a firma di Piero Ramella, titolare di un affermato laboratorio e noleggio sci a Biella e un passato da manager in Rossignol, Ciesse Piumini e Salomon.

Piero Ramella
Piero Ramella, l’autore della lettera

A tutt’oggi ancora non si sente nessuno, e sottolineo ‘nessuno’, parlare della prossima stagione invernale. Solo delle mancate aperture e dei ristori o sostegni irrisori. Tutto sacrosanto, ma per il futuro, inutile. Mancano solo cinque mesi e ci siamo. E cinque mesi sono davvero pochi per poter programmare il prossimo inverno in una situazione così complessa. Ecco perché, secondo il mio punto di vista, che scaturisce da un’esperienza sul campo profonda e interessante, sarebbe ora il momento di raccogliere le forze rimaste, e, invece di sprecarle parlando di ciò che ‘non è stato’, indirizzarle verso il ‘cosa potrà essere’.
Occorre FARLA FACILE anche se non lo è. Iniziare a radunare le varie associazioni e gruppi di lavoro coinvolti nell’attività montana invernale e insieme creare una serie di scenari che consentano di affrontare qualsiasi situazione alla quale ci troveremo di fronte dal mese di ottobre in poi: con virus, senza virus. Il senza virus non la vedo complicata ma quasi impossibile, con il virus, l’esperienza ce la siamo fatta sulla pelle e di conseguenza possiamo e dobbiamo immaginare fin d’ora cosa sarà il caso di mettere sul piatto per poter operare in sicurezza, ma lo sottolineo ‘poter operare’. Intendo dire di non restare ad aspettare che qualcuno o qualcosa, si muova verso di noi per magia o per benevolenza.
Occorre formare da subito dei momenti di lavoro e riflessione, magari on line viste le varie difficoltà del farlo di persona, il che rappresenta un vantaggio in termini di velocità di esecuzione e nessun costo da affrontare. Servono dei bravi mediatori, e una commissione, formata da vari esponenti di ogni classe e tipologia della filiera, sia delle Alpi che degli Appennini, che raccolga e sintetizzi cosa si potrà mettere sul piatto per poterlo realizzare. L’ideale sarà includere politici delle varie forze per far in modo che ne siano coinvolti da subito, e quindi co-responsabilizzarli nelle soluzioni che prenderanno forma. Poi presentare il tutto ben prima delle ferie, per evitare che il tutto si perda a data da destinarsi, a coloro che dovranno emettere le sentenze relative alle aperture. Assumendoci ognuno piccole parti di responsabilità, diminuiremo, a chi deve decidere per ultimo, di avere troppi fardelli, creando così un terreno di operatività per loro meno impegnativo e quindi per noi più efficace e redditizio, attraverso le aperture
“.

Concludo queste mie considerazioni restando quindi fiducioso che quello che ho esposto non venga sottovalutato o messo in stand by, ma scateni l’estro, la voglia e la fantasia, tutta italiana, di cercare e trovare le opportune soluzioni a questa serie di problemi… ma da subito! Mi ripeto e sono convinto di trovarmi con tutti d’accordo: amiamo ancora molto il nostro lavoro e vorremmo poterlo svolgere“.

Piero Ramella