Parco Nazionale della Sila: monitoraggio con fototrappole, promettenti i primi risultati

Promettenti i primi risultati di monitoraggio con fototrappole nel Parco Nazionale della Sila; l'obiettivo è la tutela e la conservazione della Biodiversità.

Sono molto promettenti i primi risultati di monitoraggio con foto-trappole nel Parco Nazionale della Sila. L’obiettivo primario è quello della tutela e della conservazione della Biodiversità che, negli ultimi mesi, si sta consolidando sempre di più. Per questo si ritiene necessario l’utilizzo di tecniche innovative e moderne in modo tale da poter “indagare” e mettere in luce quelli che sono gli aspetti faunistici poco conosciuti in passato e che risultanto, comunque, di grande interesse. Da questo punto di vista bisogna anche sottolineare l’importantissima collaborazione tra l’Ente Parco e il CIPR (Comitato Italiano per la protezione degli Uccelli Rapaci), un’associazione quest’ultima che opera sul territorio da diversi anni ormai, sempre in relazione alla tutela e alla conservazione della fauna selvatica.

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Questa collaborazione ha avuto inizio con la realizzazione del progetto-pilota per il rilascio di due esemplari di Gatto Selvatico, dapprima ritrovati nel territorio del Parco e poi, successivamente, rilasciati in Sila. I due animali, per un continuo monitoraggio, sono stati dotati di radiocollare per permettere ai tecnici naturalisti di seguire tutte le fasi successive al rilascio mediante la tecnica della radiotelemetria, in modo tale da poterne studiare le caratteristiche comportamentali ed ecologiche. I risultati di questo monitoraggio sono stati a dir poco soddisfacienti e i due Gatti Selvatici, a distanza di alcuni mesi, sembrano aver trovato due aree idonee da eleggere a proprio territorio.

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Ma la collaborazione tra l’Ente Parco e il CIPR non si è di certo fermata qui; il monitoraggio della fauna selvatica è infatti proseguito anche con la tecnica delle fototrappole, con il chiaro scopo di verificare la presenza di specie faunistiche particolarmente importanti all’interno dell’area protetta, in special modo quei mammiferi che sono più difficili da studiare (per via di comportanti più elusivi rispetto ad altri animali). Numerose sono state le specie rilevate, tra cui il capriolo, la lepre, il cervo, il picchio nero, il tasso, l’astore, il lupo e il cinghiale. Il Parco della Sila continua quindi il suo impegno per garantire la conservazione di specie faunistiche che contribuiscono a garantire il suo meraviglioso patrimonio di Biodiversità.

Fonte immagini parcosila.it

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