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Parco Nazionale del Gran Sasso, la rarissima ginestra aquilana mangiata dalle fiamme

Dopo lo spegnimento quasi totale dei roghi cominciano a contarsi i primi danni all'ambiente nel Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga. Circa il 60% della popolazione della Ginestra Aquilana è andata distrutta

All’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga cominciano a contarsi i primi danni successivi al terribile incendio, che nei giorni scorsi si è spinto quasi fino al valico delle Capannelle.

La Botanica del Parco Nazionale, Daniela Tinti, ha spiegato come circa il 60/70% della Ginestra Aquilana, specie unica che vive quasi esclusivamente nei boschi di Arischia sia andata bruciata. Una specie quella della ginestra già danneggiata in passato a causa delle operazioni di rimboschimento e del montaggio delle reti para massi a bordo della strada.

07/08/2020 – Monte Pettino e Arischia, Aq, i danni dell’incendio e il punto di innesco dei focolai visitati con la Protezione Civile Abruzzo. In foto Daniela Tinti botanica del Parco Nazionale Gran Sasso e Monti della Laga con la ginestra Aquilana

Per quanto riguarda invece le aree boschive andate in polvere si parla di circa 600 ettari, seppure il fuoco è stato molto limitato grazie al tempestivo intervento da parte dei Vigili del Fuoco, la Protezione Civile e gli uomini dell’esercito che tramite delle vere e proprie linee taglia fuoco sono riusciti a circoscrivere le fiamme.

Nei boschi di Pettino ad esempio si registrano danni alla Pineta, mentre i boschi di latifoglie sembrerebbero essere rimasti intatti.

07/08/2020 – Monte Pettino e Arischia, Aq, i danni dell’incendio. Foto Emanuele Valeri