Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise: ecco la causa della morte dei cinque cuccioli di lupo

Dopo recenti analisi effettuate dall'Istituto Zooprofilattico di Abruzzo e Molise è emerso che i cinque sono morti uccisi da un altro piccolo predatore.

Ricordate nel mese di Giugno quando vi parlammo di quell’intera cucciolata di lupi trovata morta all’interno del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise? Ebbene, i risultati dei referti effettuati dall’Istituto Zooprofilattico di Abruzzo e Molise hanno mostrato che i piccoli lupetti sono stati uccisi da un altro predatore di piccola-media taglia che, per motivi sconosciuti, è venuto a contatto con loro in un momento nel quale i cuccioli erano rimasti soli, senza la protezione della madre e del branco. Vi riportiamo il testo integrale pubblicato nelle ultime ore:

“Il 20 giugno un’intera cucciolata di lupo, tre maschi e due femmine, fu trovata senza vita dai Guardiaparco durante lo svolgimento del servizio di sorveglianza nel territorio di Opi. Dal solo esame esterno delle carcasse, da parte del veterinario del Parco, risultò difficile stabilire con certezza la causa di morte.

Nei giorni successivi, la perlustrazione della zona, con il nucleo di cani antiveleno del Reparto carabinieri del Parco, aveva escluso la presenza di esche, bocconi o altri animali morti per avvelenamento. Oggi con il referto, sia pur parziale, della necroscopia effettuata dall’Istituto Zooprofilattico di Abruzzo e Molise, che ha completato gli accertamenti anatomopatologici e parzialmente quelli relativi alla ricerca di alcuni agenti patogeni e dei tossici, per i quali per avere un responso definitivo, è necessario aspettare ancora qualche settimana, è possibile trarre delle conclusioni. I rilievi fatti sul posto e l’esame esterno delle carcasse il giorno del ritrovamento, alla luce dell’esame anatomo-patologico, fanno emergere un quadro di ciò che può essere successo quella notte.

cucciolo

Più precisamente, a parere del servizio veterinario del Parco, è emerso che:
tutti i lupetti, 3 maschi e 2 femmine, erano perfettamente nutriti con latte materno e alcuni anche con carne portata dalla madre nei pressi della tana. Il peso si aggirava intorno ai 2 kg, compatibile con l’età dei soggetti di circa 25-30 giorni; l’epoca di morte è possibile collocarla, in base al rigor mortis e alla presenza minima di larve, a non più di 10-12 ore dal rinvenimento (quindi tra mezzanotte e le due); esternamente su 4 carcasse sono state rilevate minuscole ferite da morso intra-vitam per la presenza di un lieve sanguinamento esterno, localizzate sulla parte superiore e inferiore del collo e sul torace, e su due era apprezzabile la frattura non esposta delle ossa craniche a livello occipitale-cervicale; internamente su tutte le carcasse sono state riscontrate gravi lesioni da morso intra-vitam, denotate dalla presenza di vasti ematomi e profonde lacerazioni muscolari e degli organi interni, localizzate soprattutto sulla regione laringo-tracheale e occipitale-cervicale, spesso con coinvolgimento delle strutture ossee e toraciche, con frattura di varie costole e gravi lacerazioni polmonari, tutte lesioni incompatibili con la vita; in tutte le carcasse non sono state evidenziate lesioni apparenti riconducibili a malattie infettive o alla presenza di sostanze estranee; le ferite da morso riscontrate sui lupetti erano di forma ovale, del diametro sempre inferiore ai 0,5 cm e distanziate di circa 3 cm.

Dal quadro descritto, praticamente sovrapponibile per tutti i lupetti, è verosimile supporre che siano stati aggrediti ed uccisi da un carnivoro di taglia medio-piccola, che per motivi sconosciuti è venuto a contatto con loro in un momento nel quale i cuccioli erano rimasti soli, senza la protezione della madre e del branco. “Il fatto di poter ulteriormente escludere una causa delittuosa nella morte dei cuccioli di lupo – sostiene il Presidente del Parco – ci rassicura e tranquillizza sulla convivenza con il lupo nel nostro territorio. Sarà nostro impegno, nel caso emergessero altri utili elementi dalle indagini in corso, tenere informati i cittadini”.

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