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Life Safe-Crossing contro investimenti fauna selvatica

Life Safe-Crossing: gli investimenti di fauna selvatica rappresentano un rischio anche per automobilisti e ogni anno causano la morte di 15000 animali

Progetto Life SAFE-CROSSING.
Gli investimenti di fauna selvatica rappresentano un grave rischio anche per automobilisti e motociclisti e ogni anno causano la morte di 15mila animali.

Gli incidenti stradali che coinvolgono anche la fauna selvatica sono sempre più frequenti e il rischio aumenta nelle strade all’interno dei Parchi e Riserve naturali, aree istituite per assicurare la tutela della nostra biodiversità.

A tale proposito, ricordiamo che è iniziato nel dicembre 2020 il montaggio dei dispositivi elettronici innovativi per la riduzione del rischio di incidenti con la fauna, una delle misure concrete più importanti previste nel progetto. I dispositivi, sperimentati con successo nell’ambito del precedente progetto Life Strade, avvisano i guidatori della presenza di animali vicino la carreggiata e, se l’auto non rallenta, spaventano gli animali per evitare che attraversino durante il passaggio della vettura.

Life SAFE-CROSSING
Life Safe-Crossing: uno dei dispositivi installati sulla Piana delle Cinque Miglia. Foto di Paolo Forconi

Nell’area di studio del Parco della Maiella è prevista l’installazione di 5 dispositivi in punti critici di attraversamento della fauna localizzati in aree strategiche per la conservazione dell’orso. I primi 3 dispositivi, infatti, sono stati montati lungo la SS17 nei comuni di Pettorano sul Gizio e di Rocca Pia e lungo la SS 487 nel comune di Caramanico Terme, due tratti di strada cruciali per garantire da un lato la connettività con la popolazione sorgente del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e dall’altro la connettività tra le aree idonee all’interno del Parco della Maiella. Un quarto dispositivo sarà installato a breve lungo la SS17 nel comune di Corfinio, un’area importante per favorire la connessione tra Parco della Maiella, Parco del Sirente Velino e Parco del Gran Sasso e Monti della Laga. L’installazione dei dispositivi è stata possibile grazie alla collaborazione con la struttura territoriale dell’ANAS, che ha rilasciato le autorizzazioni e ha supportato i Parchi abruzzesi coinvolti nel progetto durante tutto il percorso di attuazione di questa azione.

“Per Anas la partecipazione a questo progetto ha un duplice impatto in temi di sostenibilità, in quanto da un parte contribuisce a migliorare la sicurezza stradale al fine di prevenire gli incidenti con la fauna selvatica, e dall’altra tutela la biodiversità, in particolare il patrimonio unico rappresentato dall’orso bruno marsicano per l’ Abruzzo” – ha dichiarato Antonio Marasco, Responsabile Struttura Territoriale Abruzzo e Molise dell’ANAS.

“I dispositivi montati sono al momento in fase di rodaggio per garantire il miglior funzionamento possibile nei diversi punti di installazione” – spiega il Direttore di Parco Luciano Di Martino – “una volta terminata questa fase sarà nostra premura informare i cittadini sul loro funzionamento e su come comportarsi in caso di attivazione. Nel frattempo invitiamo tutti a prestare la massima attenzione alla guida e a moderare la velocità, non solo nei punti di installazione dei dispositivi”.

Il progetto internazionale LIFE SAFE-CROSSING – ha lo scopo di ridurre il rischio di incidenti stradali tra fauna selvatica e veicoli, riducendo così la mortalità stradale di tre specie la cui conservazione è classificata come prioritaria dalla Commissione Europea: la lince pardina (Lynx pardinus), il lupo (Canis lupus) e l’orso bruno (Ursus arctos). Il progetto prevede infatti, entro il 2023, l’attuazione di misure di prevenzione delle collisioni fauna-veicoli attraverso l’installazione dei sistemi innovativi sperimentati nell’ambito del LIFE Strade, l’adozione di misure atte a favorire l’uso di sottopassi e sovrappassi da parte degli animali e lo sviluppo di una campagna di sensibilizzazione dei guidatori.

Co-finanziato dalla Commissione Europea con lo strumento LIFE Natura, il progetto coinvolge quattro nazioni dell’Europa meridionale: Italia, Spagna, Romania e Grecia. In Italia sono partner di progetto la Provincia di Terni, il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e il Parco Nazionale della Maiella dove la specie target è l’orso bruno marsicano, una sottospecie che sopravvive solo nell’Appennino Centrale.

Il team di progetto, coordinato dalla società AGRISTUDIO, è portato avanti da 12 partner afferenti a vari enti pubblici e privati nelle quattro nazioni interessate.