News

Le escursioni di Neve Appennino: la traversata da Campo di Giove a Taranta Peligna

Le escursioni di Neve Appennino

Questa bella traversata, cui ora andremo a conoscere, quella che di norma appartiene al “sentiero della libertà “ , inizia dal borgo di Campo di Giove, per salire il fianco sud ovest della Tavola Rotonda, fino al Guado di Coccia ( 1674 m), ove si svalica, per poi salire con un altra ascesa verso i 2025 m del punto più elevato. Da qui, si scende verso  il rifugio Macchia di Taranta ( 1703 m) e dopo una sosta, si riparte per affrontare la discesa fino a Taranta Peligna, posto 1000 m più in basso.

Lunghezza : Km 17

dislivello salita   : m 956

dislivello discesa : m 1270

tempo di percorrenza totale : tra le 6 e le 7 ore ( compresa una discreta sosta al rifugio di Macchia).

periodo consigliato : da fine Aprile ad Ottobre 

Carta dei sentieri del parco nazionale della Majella 1 : 25.000

N.B. : escursione adatta a tutti, portarsi normale attrezzatura per escursioni. Fare attenzione ai canaloni dopo Guado di Coccia, spesso innevati fino a primavera inoltrata. In tal caso portarsi anche i ramponi per sicurezza.

– Lasciata l’auto a  Campo di Giove ( 1064 m), si segue per breve tratto la strada che conduce verso gli impianti di risalita e alla stazione di Palena. Dopo poco oltre 500 m, si stacca un sentiero sulla sinistra ( L), da seguire. Si rasenta il versante meridionale della Tavola Rotonda ( 2403 m), entrando nel bosco di querce e faggi. Dopo circa 3 km, a 1520 m di altitudine, il sentiero piega verso est, guadagnando i 1674 m di Guado di Coccia, ove è posto un rifugio e l’arrivo della seggiovia . Panorama verso l’aquilano sul Velino – Sirente, sui vicini Monte Pizzalto , Rotella e Genzana. A sud le rocce della dorsale  del Monte Porrara, ad est in basso Palena, i monti Pizi e di Capracotta. Dal rifugio si prosegue per pochi metri sul sentiero “L”, fino ad incontrare a destra il sentiero “H4” (bianco -rosso), che ben tosto ci fa guadagnare quota fino a circa 1950 m e successivamente  con meno pendenza fino ai 2025 m circa del punto più alto di questa traversata, dopo la valle di Lettopalena. C’è da far notare di prestare attenzione da questa valle ed alle seguenti che si incontreranno, poiché molto spesso innevati fino a tarda primavera, le quali potrebbero risultare insidiosi per l’attraversamento. Dopo poco si incontra, tra i prati, la fonte Serra, prima di costeggiare la serra le Terrate. Successivamente, si oltrepassano altri due valloncelli,con un panorama sulla destra molto bello sui colli del medio e basso chietino, il Monte Pallano, i monti con il paese di Montenerodomo; alle spalle i Monti Pizi, a sinistra la mole di questo versante della Majella, spoglio ed erboso, con qualche macchia di faggi.

Uno dei canali tra guado di Coccia ed il rifugio macchia di taranta

Si passa in un ennesima valle e si inizia a vedere il rifugio Macchia di Taranta, che si raggiunge in breve ( 1703 m), ove è necessaria una sosta. Panorama molto interessante verso le colline del chietino e l’adriatico ove nelle giornate più terse si notano le isole Tremiti e parte del Gargano settentrionale. Oltre i monti Pizi, si notano i rilievi di Castiglione Messer Marino, Schiavi d’Abruzzo, Capracotta; più oltre Campobasso, fino alla cima del Monte Miletto ( 2050 m) nel massiccio del Matese. A questo punto, si prosegue per il sentiero H6, in discesa sempre più accentuata, che poco dopo entra nel bosco di faggi dapprima e successivamente in quello ceduo, ove con molte piccole svolte ci conduce sulla carrozzabile appena a monte del centro di Taranta Peligna ( 700 m circa).

                                                                                                         Thomas Di Fiore