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L’Aquila: notte di commozione, in migliaia in piazza da tutta Italia in memoria delle vittime del terremoto

L'Aquila illuminata dalle fiaccole del corteo in memoria delle vittime del terremoto, poi 309 rintocchi delle campane

Un vuoto immenso, senso di impotenza e disperazione, sono le condizioni in cui si è ritrovato il popolo aquilano dopo la terribile scossa di quel 6 aprile del 2009. Erano le 03:32 e di li a pochi minuti il destino della città e di molte persone sarebbe cambiato per sempre.

Crollano i luoghi simbolo della città, la casa dello studente e con se tutto il centro storico. Alla fine saranno 309 le vittime.

Ogni anno, il 6 di aprile,  gli abitanti della città scendono in piazza e sfilano per le vie. Nessun rumore, se non quello dei passi del lungo serpentone e il bagliore, fioco, delle luci delle fiaccole.

“Per noi, per loro e per tutti” e poi i nomi delle vittime, questo è stato lo striscione che ha aperto il corteo per raggiungere il culmine della commozione con i 309 rintocchi delle campane della chiesa di Santa Maria del Suffragio riaperta al culto il 6 dicembre scorso alla presenza del Capo dello Stato.

Al corteo era presente insieme al Sindaco della città Pier Luigi Biondi, anche il premier Conte che ha dichiarato:

“Abbiamo lavorato a un piano nazionale per la messa in sicurezza del territorio contro i rischi del dissesto idrogeologico, intervenire successivamente è sempre peggio che intervenire prima”, ha affermato Conte. “Sono già stati stanziati tre miliardi per quest’anno, che sono stati distribuiti alle Regioni, per il prossimo triennio sono stati stanziati 11 miliardi. Abbiamo inserito alcune norme per la ricostruzione nel decreto sblocca-cantieri, approvato due settimane fa, il Governo ha nominato il Commissario straordinario, ha un delegato che costantemente segue il processo e i problemi legati alla Ricostruzione. Non è un caso che la mia prima visita istituzionale sia stata in una zona terremotata del Centro Italia. È stata una visita dal grande valore simbolico”

La partenza del corteo alle 22,30, da via XX settembre fino a piazza Duomo intorno alla mezzanotte con la toccante sosta davanti al piazzale dove c’era la Casa dello Studente nella quale sono morti otto giovani universitari. Poi la messa nella chiesa del Suffragio celebrata dal cardinale Giuseppe Petrocchi, arcivescovo metropolita dell’Aquila e, nella notte, la veglia di preghiera ‘Aspettando le 3,32’, animata dalla Congregazione Salus Populi Aquilana. Ed infine alle 3e 32 l’ascolto dei 309 rintocchi in ricordo delle vittime del sisma del 2009.

Foto di Paolo del Vecchio