L’Abruzzo nascosto: ecco la storia del borgo fantasma di Faraone Vecchio

L'Abruzzo nascosto: ecco l'incredibile storia del borgo fantasma di Faraone Vecchio, disabitato dopo il forte terremoto del 1950.

Il tempo e la natura stanno divorando quello che un tempo era un territorio abitato, un borgo fortificato il cui nome risale al lontanissimo Medioevo. Stiamo parlando del borgo fantasma di Faraone Vecchio, una frazione del comune di Sant’Egidio alla Vibrata, in provincia di Teramo, nel cuore dell’omonima valle. Il nome, pensate, risale come detto al Medioevo e sembra che derivi dalla parola longobarda “fara“, che significa accampamento. Il piccolo borgo rimase disabitato dal 1965 a seguito di una forte scossa di terremoto che nel 1950 provocò danni ingenti a tutte le strutture abitative, costringendo alla costruzione di un nuovo centro a poca distanza da quello vecchio. Ad oggi il borgo vecchio appare come un vero e proprio borgo fantasma; due porte d’ingresso della cerchia muraria posta a difesa del borgo sono rimaste ben conservate, ove un tempo si accedeva all’interno della fortezza mediante ponte lavatoio.

L’arco posto come ingresso del paese presenta un bellissimo bassorilievo raffigurante una Madonna con Bambino alla quale San Giovannino porge il paese di Faraone, gesto questo volto ad invocare protezione per i suoi abitanti. L’opera è di Ghino Sassetti, un noto scultore del secolo scorso. Subito dopo l’entrata del paese si arriva su una piazzetta in cui possiamo trovare la Chiesa di Santa Maria delle Misericordie, risalente alla metà del quattrocento in cui fu costruita solo la parte muraria bassa. Il resto della struttura fu edificato solo negli anni successivi, mentre l’aspetto attuale è il frutto di restauri ottocenteschi.

Faraone Vecchio

Nel cuore del paese si trova il palazzo dei Baroni Farina, che insieme ai Ranalli (possiedono ancora gran parte dei territori di Faraone Nuovo) e ai Faragalli furono tra i più importanti proprietari terrieri di questa zona. Esso aveva ospitato un convento di suore e, al pian terreno, persino l’asilo; il soffitto del suo piano superiore ancor oggi mostra i decori dai colori armoniosi che in precedenza lo adornavano. Gli altri edifici, dove un tempo erano situati anche un bar e l’ufficio postale, hanno oramai i segni visibili logorati dal tempo e soffocati da una vegetazione in continua, costante espansione.

Faraone Vecchio 1

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