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Ipotesi coprifuoco anche a Natale e impianti chiusi fino al 20 di gennaio

Nuove restrizioni in vista per il Natale con l'ipotesi di un coprifuoco nazionale a partire dalle 21:00, no ai cenoni e impianti di sci chiusi forse fino al 20 di gennaio

Continuano le discussioni del Governo in merito alle restrizioni che verranno esposte all’interno del prossimo Decreto che entrerà in vigore a partire dal 4 di dicembre.

Se qualcuno era convinto che per il Natale si sarebbe potuto assistere ad una tana libera tutti si sbagliava di grosso, infatti sono in programma delle pesanti restrizioni che ipotizzano un coprifuoco nazionale anche a Natale a partire dalle 22:00 se non dalle 21:00 con i locali, bar e ristornati che con probabilità saranno ancora una volta costretti a tirare giù la serranda a partire dalle 18.

L’obiettivo principale ha confermato il Governo è quello di limitare al massimo gli spostamenti cercando di vietare quelli tra regione e regione, bloccando così l’affollamento nei paesi e nelle aree di montagna che potrebbero dare il via ad una ipotetica terza ondata secondo il parere del Comitato Tecnico scientifico.

La stretta con molta probabilità riguarderà anche i cenoni di Natale dove saranno ammesse solamente le persone del nucleo familiare e non dovranno essere più di sei (bambini esclusi). Dagli ultimi dati emersi si evince che la maggior parte dei contagi avviene in famiglia, pertanto una stretta sulle feste natalizie può aiutare a limitarli.

Regole che saranno molto restrittive almeno fino al 10 di gennaio e quindi fino al termine delle feste dell’Epifania.

Per gli impianti di sci si va invece verso una norma UE che vede la possibilità di una chiusura generale delle stazioni degli sport invernali almeno fino al 10 di gennaio. L’Italia tuttavia sembrerebbe intenzionata ad allungare il periodo di chiusura fino al 20.

Intanto nella giornata di ieri sono stati registrati 722 decessi a fronte di circa 25 mila contagi e i dati dei prossimi giorni ci diranno se la curva del contagio sta subendo un lieve rallentamento oppure no.

Il numero che preoccupa è quello delle morti che in due giorni ha toccato quota 15o0 persone e che con probabilità nel corso dei prossimi continuerà ad essere piuttosto elevato.