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Impianti sciistici, Regioni: aperti in zone arancioni, ma con limiti. Chiusi in zone rosse

La bozza dei provvedimenti per la stagione invernale sarà esposta in Conferenza delle Regioni lunedì. Poi sarà sottoposta a Governo e Cts

Sciare in sicurezza con il Covid sarà possibile, ma non ovunque: impianti sciistici chiusi nelle zone rosse, e con limitazioni di presenze al 50% in quelle arancioni. Via libera per le altre, naturalmente con i dovuti accorgimenti e dispositivi per la sicurezza sanitaria. E’ quanto prevede la bozza del documento dal titolo: “Proposta di linee guida per l’utilizzo degli impianti di risalita nelle stazioni e nei comprensori sciistici da parte degli sciatori amatoriali”. Il testo sarà esposto in Conferenza delle Regioni lunedì prossimo, con l’obiettivo di sottoporlo al parere di Governo e Cts.

Quale misura preliminare, è necessario limitare il numero massimo di presenze giornaliere mediante l’introduzione di un tetto massimo di skipass giornalieri vendibili, determinato in base alle caratteristiche della stazione/area/comprensorio sciistico, con criteri omogenei per Regione o Provincia Autonoma o comprensorio sciistico da definire successivamente, sentiti anche i rappresentanti di categoria, concordati con i Dipartimenti di Prevenzione delle Aziende Sanitarie Locali competenti per territorio”, si legge nella bozza.

LE REGOLE NELLE ZONE ARANCIONI

Impianti chiusi nelle zone rosse agli sciatori amatoriali e in quelle arancioni attivi ma con riduzione del 50% di presenze rispetto alla portata nelle funivie e cabinovie. È quanto prevede la bozza del documento sugli impianti sciistici, che sarà portato in Conferenza delle Regioni lunedì prossimo per essere poi sottoposto al Governo e al Cts. «Per i territori rientranti nello scenario di cui all’articolo 3 del Dpcm – si legge nel documento – gli impianti resteranno chiusi alla fruizione degli sciatori amatoriali; per i territori rientranti nello scenario di cui all’articolo 2 del Dpcm sopra richiamato gli impianti resteranno attivi con riduzione di portata pari al 50% per le tipologie chiuse (cabinovie, funivie, …), ferme restando le limitazioni agli spostamenti previste dal medesimo art. 2 del citato Dpcm».