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Iceland Unlimited: un’altra impresa firmata dallo stoico Omar Di Felice

Iceland Unlimited, la nuova impresa di Omar Di Felice: 9 giorni, 1400 km in condizioni climatiche estreme, solo su una bicicletta nella gelida Islanda tra cascate, vulcani e ghiacciai.

omar3…E anche questo sogno e’ diventato realtà!

Un sogno chiamato ‘Iceland Unlimited’: un’avventura conclusa il 5 febbraio, un’avventura in solitaria e senza alcuna auto di supporto al seguito; un’avventura durata nove giorni durante la quale Omar Di Felice, 37enne ultracycler romano, ha percorso 1400 km in condizioni estreme sulla Route 1, pittoresca strada islandese a sole due corsie caratterizzata da un panorami mozzafiato.

Giorni durante i quali Omar Di Felice ha dovuto affrontare il freddo, le copiose nevicate ma anche, soprattutto, l’asfalto ghiacciato. Sapeva benissimo che non sarebbe stato semplice. Sapeva che avrebbe dovuto tirare fuori il meglio di sè per riuscire ad arrivare fino in fondo. Sono stati giorni di grande concentrazione. Concentrazione necessaria per non distrarsi neanche un attimo, per poter guidare la bici sul ghiaccio senza rischiare di cadere ma, soprattutto, per non lasciare che la stanchezza fisica avesse il sopravvento.

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Un’avventura incredibile. Qualcosa che ha segnato profondamente la sua esistenza e che influenzerà tutto ciò che accadrà da adesso in poi quando con la sua bici da corsa deciderà di rimettersi in strada. “Mi sono limitato a prendere la mia bici, caricare tutto ciò di cui avrei potuto avere bisogno e sono partito. Sono partito con tanto coraggio sulle spalle, perchè credetemi, l’Islanda non è un paese facile ed affrontarlo in solitaria durante l’inverno artico (e questo inverno è tutto fuorchè “normale” viste le condizioni meteo che negli ultimi giorni hanno addirittura portato alle chiusure di quasi tutte le strade dal centro di Reykjavik – la capitale – in poi). Ho aggiunto la passione, l’ingrediente che da sempre riempie il mio cuore, che rende possibili i miei sogni, che ne alimenta il fuoco, che mi spinge ad andare “oltre” ciò che sono i miei limiti. Quelli che, quando mi guardo allo specchio, mi ricordano che in fondo sono un ragazzo normalissimo cui madre natura ha dato solamente una cosa: testardaggine. Ed infine un pizzico di follia. Perchè se non la tiri fuori, probabilmente, non proverai mai la gioia nel vedere quanto sia bello realizzare sogni apparentemente impossibili”.

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Un’avventura che ha già lasciato più di un pizzico di nostalgia nel cuore di Omar: “Di questa terra ma, soprattutto, di questa avventura mi mancherà svegliarmi nel cuore della notte con la neve ed il vento che bussano forte alla finestra. Mi mancherà alzarmi ogni mattina con il buio della notte artica e andare a dormire esausto ma soddisfatto. Mi mancheranno i piccoli gesti quotidiani, quelli che durante i primi giorni richiedono del tempo ma, con lo scorrere dell’avventura, diventano meccanismi quasi automatici. Mi mancherà mettere il naso fuori dalla porta e sentire quell’aria tagliente diventare, nei giorni, una dolce carezza sulla pelle. Mi mancherà il crepitio dei chiodi delle mie gomme sull’asfalto ghiacciato. Mi mancheranno gli sguardi ed i sorrisi di chi mi incontrava lungo la strada, a metà tra il disappunto, l’incredulità e la compiacenza. Mi mancheranno i colori, i profumi ed i sapori di questa terra magica. Ma, più di ogni altra cosa, mi mancherà il SILENZIO. Quel silenzio lì, ha riempito il mio cuore. Lo ha riempito di consapevolezza, orgoglio, amore, passione, fierezza”.

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Per un’avventura artica appena conclusa in Islanda, ce n’è un’altra che Omar Di Felice non vede l’ora di iniziare. Eccolo qui, il percorso definitivo di quella che sarà la sua prossima impresa invernale. “Through the arctic Canada”. Da Whitehorse a Tuktoyaktuk, 1500 km e oltre 16000 metri di dislivello nel cuore del rigido inverno canadese.

Non meravigliamoci più di tanto: dopotutto questa è la vita che Omar Di Felice ha desiderato, voluto e per la quale ha lavorato duramente ogni giorno sin da quando era poco più che un ragazzo. Ha letteralmente inseguito il suo sogno. Il sogno di chi ha deciso, un giorno, che l’estremo sarebbe stata la sua vita.

Grazie ancora Omar e a presto!

Angelo Ruggieri

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