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Federfuni, scetticismo verso uso del green pass “danneggia le piccole stazioni”

Scetticismo di Federfuni nei confronti delle posizioni prese dai grandi colossi sciistici del Nord Italia, che sono favorevoli all'estensione del Green Pass

Se Dolomiti Superski, Alto Adige e Valle D’Aosta nei giorni scorsi hanno richiesto al governo l’estensione del certificato verde (green pass) a tutti gli operatori invernali e agli sciatori; FederFuni non è della stessa opinione tanto che si è pronunciata in modo scettico nei confronti di quanto esposto dalle grandi stazioni invernali del nord Italia.

Secondo Federfuni infatti sarebbero già sufficienti le misure precauzionali imposte dal CTS precedentemente, con le regole che impongono l’obbligo della mascherina e del distanziamento.

Nel comunicato, disponibile sulla pagina Facebook Federfuni, viene specificato come le stazioni sportive invernali per via del vestiario che si porta sulla neve, difficilmente possono risultare centro di sviluppo di focolai.

Una posizione dunque contrapposta quella di Federfuni rispetto a quelle decise e prese dalle grandi stazioni invernali, che invece hanno chiesto a gran voce l’obbligo del green pass per tornare ad avere una capienza di impianti che possa almeno arrivare intorno all’80% delle presenze.

DI SEGUITO IL COMUNICATO  Federfuni:

La nostra posizione in merito alle ultime dichiarazioni sulla questione GREEN PASS
E speriamo che questa volta i nostri rappresentanti in Conferenza delle Regioni sappiano mantenere una posizione a tutela delle proprie realtà
FEDERFUNI ITALIA interviene sulla proposta di obbligo generalizzato del GREEN PASS per l’accesso agli impianti sciistici dichiarando la propria perplessità sull’utilizzo indiscriminato di questo strumento; propone una differenziazione tra le diverse realtà lamentando che, ancora una volta, in nome della tutela delle esigenze delle stazioni più famose, le proposte non tengono conto delle caratteristiche della maggior parte dei Comprensori Sciistici
Non è possibile prevedere un l’obbligo del Green Pass a tutte le stazioni sciistiche. Per le caratteristiche intrinseche ad ogni realtà è necessario valutare bene le proposte e la loro applicazione all’universo delle stazioni sciistiche prima di far prendere decisioni che possono penalizzare la maggior parte delle realtà territoriali.
Ci sono stazioni , e sono la maggior parte, dove non vi sono impianti a cabine chiuse o seggiovie con cupole, o dove la loro importanza è minore rispetto alle altre tipologie funiviarie aperte. E allora ci domandiamo come mai dobbiamo subire l’applicazione di strumenti particolari per il nostro settore per arrivare ad ottenere una capienza maggiore per le stazioni che presentano un maggior numero impianti di quel tipo e che necessitano di capienze maggiori. E’ un assurdo anche legislativo che la nostra attività che viene svolta all’aperto abbia una penalizzazione rispetto alle altre pratiche sportive e sociali svolte in ambienti aperti. La montagna è principalmente senso di libertà, ricerca di luoghi dove poter approfittare di ampi spazi aperti, dove svolgere attività nella più completa libertà e rispetto degli altri.
Crediamo che l’obbligo della mascherina sia già una precauzione importante al fine di prevenire lo svilupparsi della pandemia viste le particolari e favorevoli situazioni ambientali dove viene svolta l’attività sciistica e riteniamo che sia invece da valutare attentamente l’attuale imposizione del distanziamento anche negli accessi agli impianti ed alle biglietterie, pur nella consapevolezza di una particolare attenzione a tale uso, da parte dei nostri dipendenti e delle forze dell’ordine presenti in stazione, nei casi in cui tali situazioni si sviluppino all’interno di locali chiusi o anche parzialmente chiusi.
Il nostro settore ha bisogno di essere valutato come un altro qualsiasi settore turistico, come un normale stabilimento balneare o come un normale trasporto pubblico, utilizzando le norme già previste per tali situazioni valutando anche il fatto che già lo sciatore nello svolgere la propria attività è dotato di un abbigliamento che favorisce la limitazione della circolazione del virus se non lo elimina completamente.
Siamo quindi favorevoli a valutare attentamente un uso differenziato del GREN PASS senza che questo penalizzi un settore, che si è dimostrato ad oggi immune dallo sviluppare focolai e che ha necessità di vedere confermate le regole già approvate dal CTS, con le eventuali modifiche specifiche e non generali, per dare sicurezza a tutti gli imprenditori del la Montagna della apertura per la stagione 2021/22