Festival della Meteorologia: un’atmosfera magica, delicata, solidale, gioiosa e pacatamente competitiva

La terza edizione del Festival, brillante illuminazione del Prof. Dino Zardi, si è affermata come preziosa occasione di incontro, di conoscenza ed interazione tra le diverse realtà della meteorologia italiana.

ostiliSulla terza edizione del Festival della Meteorologia è calato il sipario, le luci sono spente ma in noi restano vivi tutti i colori di questa meravigliosa esperienza. Un’atmosfera magica, delicata, solidale, gioiosa e pacatamente competitiva. Si torna a casa con un velo di malinconia, ma con la consapevolezza di aver avuto il privilegio di trascorrere del tempo con persone speciali, persone che hanno un mondo dentro di , da raccontare, da esplorare, da condividere.

La terza edizione del Festival che si è svolto nella splendida cornice di Rovereto, brillante illuminazione del Prof. Dino Zardi, si è affermata come preziosa occasione di incontro, di conoscenza ed interazione tra le diverse realtà della meteorologia italiana. Aeronautica Militare, Centro Epson Meteo, 3BMeteo, le tante associazioni meteorologiche insieme, appassionatamente, per affrontare una tematica che ci riguarda tutti e non può essere banalmente limitata alle previsioni del tempo ma che rimanda al clima e alla natura di certi eventi che in questi ultimi anni hanno assunto anche caratteri estremi.

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Un’importante occasione per confrontarsi sul ‘bubbone’ del momento, ossia la meteorologia fai-da-te, la meteorologia da circo. A tale proposito abbiamo avuto l’onore di partecipare alla tavola rotonda – “Comunicare la meteorologia nei media, su internet, nella scuola” – affidata al gotha della scienza italiana: Carlo Cacciamani, Guido Caroselli, Andrea Giuliacci, Daniele Mocio, Paolo Corazzon ed autorevoli rappresentanti dell’agricoltura e della scuola hanno ulteriormente confermato che la Meteorologia è una scienza seria e che non saranno i vari “Attila”, “Caronte” e compagnia bella a deprezzarla. Screenshot_20171118-160451
Meteorologia che, ahinoi, negli ultimi anni continua ad essere svilita dai soliti “soggetti” che estremizzano, enfatizzano, terrorizzano ed allarmano con previsioni azzardate, titoli fuorvianti e sempre ingannevoli. Consapevoli di non avere nessun argomento scientifico valido da comunicare, lanciano codeste “Bombe Mediatiche” per avere piena visibilità. I motivi di tutto ciò sono chiari e facilmente intuibili dalla maggioranza degli operatori di settore.

Motivi, purtroppo, non così evidenti alle persone comuni che vengono così ingannate su un argomento di alto valore scientifico, presente nella quotidianità di milioni di persone, in Italia e nel Mondo. Una previsione professionale è fatta di se, di ma e di condizionali ma, soprattutto, di seria divulgazione. Al giorno d’oggi, purtroppo, e con i ritmi serrati che condizionano le nostre giornate vi è soltanto bisogno di certezze e di soluzioni immediate: chi, difatti, avrebbe il tempo di soffermarsi su di una previsione elaborata con termini probabilistici?? Forse sì, forse no, il 10/15% della popolazione…. Meglio, invece, affidarsi al proprio cellulare, al proprio smartphone ed alla semplicissima applicazione che, in men che non si dica, ci fornisce tutte le risposte di cui abbiamo bisogno. Certamente non sarà facile correggere la rotta intrapresa ma il Festival della Meteorologia è stato pensato anche per questo motivo: dare spazio e voce alla parte sana della scienza che, con studio ed abnegazione, tenta di riportarla nelle case del grande pubblico con l’ausilio dei mezzi che la tecnologia ci mette ora a disposizione (TV, tablet, pc, smartphone), ma possibilimente con la medesima garbatezza ed umiltà tipica degli indimenticati Edmondo Bernacca ed Andrea Baroni.

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E’ stato davvero emozionante condividere con appassionati e professionisti la gioia e l’emozione di questo ‘mondo’. Un mondo ricco di entusiasmo e di energia ma anche di impegno e di sacrificio. Non vediamo l’ora che arrivi novembre 2018: la quarta edizione del Festival ci aspetta.

Angelo Ruggieri

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