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Coronavirus: la situazione meteo ci aiuterà? Il punto con la climatologa Serena Giacomin

Quanto è probabile che elementi meteo, come la pioggia o il vento, possano effettivamente influire sulla diffusione del Coronavirus?

C’è chi dice che pioggia e vento spazzeranno via il Coronavirus e che la primavera ci salverà: è vero? Facciamo chiarezza.

Quanto è probabile che elementi meteo, come la pioggia o il vento, possano effettivamente influire sulla diffusione del Coronavirus? Nella travolgente marea di informazioni più o meno affidabili che circolano sul Coronavirus, sono molte quelle che di recente hanno chiamato in causa tematiche relative a meteo e clima. Alcuni sostengono che particolari condizioni meteo, come le temperature elevate, la pioggia o un forte vento, possano influire sulla diffusione del Coronavirus contrastandola.

Purtroppo del Coronavirus si sa ancora poco e la questione è estremamente delicata e complicata. Per fare chiarezza ci siamo rivolti a Serena Giacomin, meteorologa e climatologa presso Meteo Expert e presidente di Italian Climate Network, autrice del libro Meteo che scegli, tempo che trovi. Guida alle previsioni su App, Web e TV.

Trovo molto irresponsabile il comportamento di alcuni colleghi meteorologi che hanno dichiarato come l’arrivo delle piogge possa migliorare la situazione dei contagi da Coronavirus: non solo sono affermazioni mendaci, ma possono avere un effetto tranquillizzante ingiustificato, quando invece è fondamentale mantenere elevata la soglia di attenzione dal punto di vista igienico-sanitario. Qualsiasi informazione falsa – nel contesto di emergenza sanitaria che ci troviamo ad affrontare con estrema difficoltà – è da condannare con decisione“.

Cosa sappiamo finora?

La letteratura scientifica che analizza le correlazioni tra le condizioni meteo-climatiche e la diffusione dei virus è sempre crescente ed è l’unica fonte attendibile su cui possiamo basare le nostre riflessioni. Il tema presenta molte difficoltà, non solo perché le variabili in gioco sono numerose, ma anche perché gli effetti delle condizioni atmosferiche sulla diffusione dei virus dipendono proprio dal virus che andiamo a considerare: ad esempio, da alcuni studi è emerso che nelle regioni tropicali c’è un alto livello di attività influenzale proprio durante la stagione delle piogge. Ci sono virus che preferiscono le basse temperature, altri sono molto sensibili al valore di umidità; ce ne sono alcuni che prediligono un clima freddo e secco, mentre in condizioni calde e umide subiscono dei danni. Del Coronavirus conosciamo molto poco, e ancor meno sappiamo sulle sue preferenze climatiche. Per cui qualsiasi affermazione concreta sul legame tra variabilità meteorologica e diffusione del virus è da considerarsi antiscientifica“.

È importante anche tenere a mente, però, che clima e salute non sono affatto slegati.

Corretto. Anche se non conosciamo ancora il legame tra condizioni meteo-climatiche e Coronavirus nello specifico, non dobbiamo dimenticare che l’impatto del cambiamento climatico sulla salute è ben documentato. L’aumento delle temperature globali e i sempre più frequenti eventi estremi hanno un impatto diretto sulla salute umana, ma i parametri atmosferici agiscono anche indirettamente sui determinanti sanitari, colpendo economie e società. Per questo motivo The Lancet, una delle più importanti riviste scientifiche in ambito medico, ha affermato che il Cambiamento Climatico è “la più grande minaccia per la salute globale del ventunesimo secolo“.

Fonte: iconaclima.it/scienza/coronavirus-meteo-roberta-villa-serena-giacomin/