News

Castelluccio di Norcia, la protesta della comunità: “Vogliamo uscire dal Parco dei Monti Sibillini”

Castelluccio di Norcia, la protesta: "Vogliamo uscire dal Parco dei Monti Sibillini". La causa la mancata costruzione del parcheggio per auto e camper.

Monta la protesta da parte della comunità di Castelluccio di Norcia contro il Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Sono in 300 le persone che hanno firmato contro la decisione dell’Ente Parco di non costruire il nuovo parcheggio per camper e auto, un passo che, a detta di alcuni, “avrebbe rappresentato un primo, vero segnale di voler organizzare un futuro per il nostro borgo“. Queste proteste stanno ormai andando avanti da diverso tempo, ma ora si è deciso di passare davvero all’atto pratico; questa richiesta è arrivata, come detto, dopo la decisione del Parco di bocciare il progetto di costruire un parcheggio per 70 auto e 35 camper. Rammentiamo, tuttavia, che questo progetto era precedente al terremoto e oggi avrebbe potuto rappresentare il primo, vero e concreto segnale di un futuro più roseo per il borgo.

Castelluccio-di-Norcia-con-la-Neve-7-629x420

Questa nuova bocciatura è stata invece considerata come una sorta di “ostacolo” contro la ripresa. Immediata la risposta dell’Ente Parco nelle parole del direttore, Carlo Bifulco: “Cerchiamo sempre di offrire le giuste soluzioni per valorizzare e la promuovere il nostro territorio, in uno spirito di collaborazione pressochè totale con le amministrazioni locali e con gli altri enti. In questi mesi di emergenza post sisma abbiamo offerto la massima collaborazione per agevolare il percorso del ritorno alla normalità ma, tuttavia, non possiamo andare contro le leggi e i principi del Parco. Per questo abbiamo dato parere negativo non appena è stata proposta l’iniziativa di costruire questo nuovo parcheggio“. Sui social i commenti sono contrastanti e non tutti sono propriamente d’accordo nell’uscire dal Parco; qualcuno, infatti, sostiene che bisogna continuare a tenere alta la soglia di attenzione, qualcun’altro sostiene invece che le battaglie si vincono “stando dentro e lottando per le proprie ragioni, onde evitare di sentirsi ancora più isolati e abbandonati.