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Il Castello Piccolomini di Celano, un monumento nazionale tra i borghi dell’Appennino

Il Castello Piccolomini di Celano, un pezzo di storia dell'Appennino

I lavori di costruzione del Castello cominciarono nel lontano 1392 grazie alla volontà di Pietro Berardi  fin quando nel 1463 il nipote di Pio II, Antonio Tedeschi Piccolomini portò a termine l’opera.

Fino al 1938, dopo i Piccolomini, il Castello divenne residenza delle famiglie nobili, quando fu espropriato dallo stato per pubblica utilità. Fu poi dichiarato Monumento Nazionale.

Nel 1915 a causa di un terribile terremoto che causò circa 30 mila morti nella Marsica, cominciarono le opere di restauro che però vennero interrotte a causa dello scoppio della seconda guerra mondiale. Nel 1960 furono finalmente portate a termine le opere di restauro.

Elementi medioevali e rinascimentali caratterizzano la struttura del Castello. L’edificio presenta una pianta rettangolare con quattro torri quadrate e arricchite da una merlatura di tipo ghibellino. Al centro del cortile è invece presente un pozzo, in passato architravato, e dava la possibilità di raccogliere l’acqua piovana attraverso la cisterna sottostante.

Il Castello è oggi sede del Museo di Arte Sacra della Marsica e della Collezione Torlonia  di Antichità del Fucino.

La collezione Torlonia, a tal proposito, è stata acquistata nel 1994 dallo Stato consta di 184 oggetti e 344 monete di bronzo romane. Tutte le opere in esposizione vennero ritrovate nell’area del Fucino nel corso del prosciugamento del Lago nella seconda metà dell’800.

Il testo prende spunto dallo scritto della Professoressa Fabiana Rosati.

Ad oggi è possibile visitare il castello.