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Cade tra i ghiacci del Gran Paradiso, gli uomini del CNSAS recuperano la salma

Un eccezionale lavoro del CNSAS Valle D'Aosta ha recuperato e restituito il corpo del giovane alpinista, caduto tra i ghiacci del Gran Paradiso, alla sua famiglia

Una vicenda davvero terribile quella che ha visto coinvolto Daniele Catorci, giovane alpinista di 27 anni, caduto in un crepaccio della parete Nord del Gran Paradiso.

A causarne la caduta sarebbe stato il cedimento di un ponte di neve, che per il peso degli alpinisti sarebbe sprofondato e avrebbe trascinato il ragazzo giù per circa trenta metri. Il corpo è stato schiacciato dalla neve e dal ghiaccio.

Gli uomini del CNSAS Valle D’Aosta, per tre giorni di fila hanno condotto le ricerche in condizioni non proprio ottimali, scavando tra i ghiacci e la neve del crepaccio per restituire il corpo del ragazzo alla famiglia.

Queste le immagini del salvataggio:

Avete presente quanto è alto un palazzo di 10 piani? La stessa altezza, circa 30 metri, in profondità nel ghiaccio sulla parete nord del Gran Paradiso in Valle d'Aosta. È qui che sono state condotte per tre giorni dal Soccorso Alpino le operazioni di recupero del corpo senza vita di un alpinista che è precipitato dopo la caduta di un ponte di neve, cioè un ponte attuale per superare un crepaccio nel ghiaccio. Operazioni complesse, ma doverose per poter restituire alla famiglia la salma dell'uomo.

Pubblicato da Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico – CNSAS su Martedì 30 giugno 2020

Questo quanto riportato dalla pagina ufficiale del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico:

Avete presente quanto è alto un palazzo di 10 piani? La stessa altezza, circa 30 metri, in profondità nel ghiaccio sulla parete nord del Gran Paradiso in Valle d’Aosta. È qui che sono state condotte per tre giorni dal Soccorso Alpino le operazioni di recupero del corpo senza vita di un alpinista che è precipitato dopo la caduta di un ponte di neve, cioè un ponte attuale per superare un crepaccio nel ghiaccio. Operazioni complesse, ma doverose per poter restituire alla famiglia la salma dell’uomo.