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Appennino calabro: torna il lupo anche sull’Aspromonte

Appennino Calabro: il lupo torna a popolare anche l'Aspromonte dopo decenni di assenza. L'estensione della specie verso sud è un ottimo segnale!

Rispetto agli anni passati, ove il numero di lupi era limitato a circa 100-150 esemplari nell’Italia centro-meridionale, si è registrato un sensibile incremento demografico di questa popolazione nelle medesime aree peninsulari, ove gli individui attualmente stimati superano di poco i 500 esemplari. Si è così registrato un sensibile incremento e una notevole espansione dell’area che ora comprende non solo l’Appennino settentrionale, ma anche alcune montagne francesi. Tanto è stato fatto affinché ciò avvenisse, primo tra tutti la protezione legale della specie, il ritorno dei grandi ungulati selvatici (prede abituali dei lupi) e il progressivo abbandono da parte dell’uomo di molte aree montane e sub-montane. Una delle regioni ove il numero dei lupi è sempre rimasto particolarmente alto (presentando uno dei nuclei più consistenti della popolazione italiana) è senz’altro la Calabria, ove ai numerosi esemplari già presenti sulla Sila, sul Pollino e in alcune zone della Catena Costiera, se ne sono aggiunti altri fin sull’Aspromonte, ove il lupo era praticamente scomparso da decenni.

lupo

Va detto che proprio in Calabria, negli ultimi due secoli, la presenza del lupo ha vissuto fasi di maggiore e minore diffusione; fino alla seconda metà del 1800 infatti il lupo era praticamente comune in tutte e tre le regioni calabresi, praticamente in tutte le stagioni. Da quell’epoca in avanti il numero della popolazione è progressivamente sceso per svariate ragioni, una su tutte il disboscamento avvenuto a partire dal 1860. Ancor peggio è andata negli anni 1950-1960, ove il numero dei lupi subì un vero e proprio crollo, scomparendo pressochè totalmente da tutto il massiccio Serre-Aspromonte e dalla zona centrale e meridionale della Catena Costiera. Pensate, nel 1970 si era addirittura dichiarata l’estinzione della specie! Nel successivo decennio l’areale di consolida di nuovo e la specie torna a popolare l’area in maniera stabile; la speranza è che ora la situazione torni nuovamente a stabilirsi e la notizia dell’estensione della specie verso sud (verso l’Aspromonte) è senza dubbio un ottimo inizio.