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19 Giugno: la neve è tornata ad imbiancare il Gran Sasso

19 Giugno: la neve è tornata ad imbiancare il Gran Sasso

Dopo aver vissuto nei giorni scorsi una fase molto mite, con temperature che in alcune aree hanno quasi raggiunto o toccato i +30°C, oggi, la neve è tornata ad imbiancare il Gran Sasso.

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Doveroso rimarcare che non si tratta di un fenomeno eccezionale, anche se fa parlare di se in quanto accaduto il 19 di Giugno (nel bel mezzo dell’estate). Sottolineiamo anche il fatto che, tali episodi non sono da affiancare a nessuna presunta “era glaciale” o cose simili, ma semplicemente rientrano nella casistica di eventi che in passato sono accaduti più e più volte.

Detto questo, passiamo ad esaminare ciò che è accaduto. Giugno continua a manifestarsi un mese piuttosto dinamico, con temperature che per il momento, rispetto ai mesi precedenti si avvicinano alla normale media climatologica 1971-2000.

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Gli anticicloni stanno trovando grande difficoltà ad interessare in maniera diretta la nostra Penisola, con l’Azzorre che continua a mantenersi defilata in Atlantico, e quello africano che invece è defilato sulla Grecia. Probabilmente stiamo ancora risentendo di un evento di Final Warming accaduto nella fine del mese di Marzo, e che in qualche modo ha condizionato Maggio e sta condizionando anche il mese di Giugno.

Detto questo, una nuova fase instabile sta interessando la nostra Penisola causando un sensibile calo delle temperature rispetto ai gironi scorsi.

Temporali anche intensi nel pomeriggio hanno interessato in maniera diffusa la dorsale Appenninica, dove si sono verificati temporali con grandine e qualche nevicata oltre i 2400/2500 metri di quota. Nella notte e nelle prime ore della mattinata di lunedì, forti temporali potranno interessare le Marche e la Romagna.

Le foto che vedete, sono state scattate oggi dagli amici del Rifugio Franchetti, dal Rifugio Franchetti.

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Lo zero termico si attestava attorno ai 3000 metri di quota, vista la presenza di una +10°C alla quota isobarica di 1440 metri (850 hpa). Tuttavia, in primavera e in estate i contrasti termici vengono molto accentuati, e in occasione di temporali intensi, l’aria fredda viene rovesciata verso il basso e la neve può cadere anche 400/500 metri al di sotto, rispetto alla quota stimata dello zero termico.

Non si è trattato dunque di un evento eccezionale, ma di una ricorrenza che nel corso degli anni passati si è verificata più volte. Negli annali, si rammentano nevicate verificatesi anche il 15 di Agosto.

Dopo questa fase instabile, dalla metà della prossima settimana parrebbe poterci essere un tentativo dell’alta pressione di stabilizzarsi per qualche giorno sulla nostra Penisola.

Ne riparleremo.