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Il Giro di Italia arriva a Campo Imperatore passando tra le stazioni meteorologiche più fredde dell’Appennino

Domenica previsto l'arrivo del Giro d'Italia a Campo Imperatore, passando tra le stazioni meteorologiche più fredde dell'Appennino

Domenica 13 Maggio 2018, il 101° Giro d’Italia vedrà una tappa molto importante – da Pesco Sannita al Gran Sasso d’Italia – di 225 chilometri, che si concluderà con gli affascinati, ultimi 7 chilometri che conducono all’albergo di Campo Imperatore; tappa molto dura, in cui la carovana si sposterà dalla Campania all’Abruzzo passando per il Molise. Percorso impegnativo, dunque, per tutti i concorrenti, con tre gran premi della montagna, due di seconda categoria (Roccaraso e Calascio) e l’ultimo – posto sul traguardo – di prima categoria. Forse la passione tanto per il ciclismo che per la meteorologia, mi ha portato ad unire le due cose, ma è inevitabile per questo grande ed atteso evento! Saranno ben sei le centraline Caput frigoris toccate dalla corsa rosa in quel giorno…

La salita, nota con il nome di Sferracavallo, tra Castel di Sangro e Roccaraso, per il primo GPM della giornata, sarà lo scenario naturale per l’ingresso dei corridori sull’altipiano delle Cinquemiglia, dove, presso il ristorante ‘’La Vecchia Pesa’’, è posizionata la stazione meteorologica che, in molti casi, ha fatto registrare dei valori di temperature minime rilevanti (picco di meno 29,7° C nel dicembre 2012); tali situazioni estreme, attenzionate più volte da quotidiani e mass-media, hanno portato a definire il suddetto altipiano la ‘’Siberia del Mediterraneo’’.

I corridori, sfrecciando lungo la piana e scendendo di seguito verso Sulmona, attraverseranno luoghi di alto valore naturalistico. Proprio a Sulmona, si trova un’altra stazione meteorologica – riconducibile ad un tesserato Caput frigoris – che registra i dati nel Comune di Peligna. Appena 16 chilometri dopo, oltrepassata tutta la valle, si attraverserà Popoli – un tempo la chiave dei tre Abruzzi per la sua particolare posizione – primo traguardo volante previsto per la tappa del giorno. Lungo i vigneti di Valle Reale, ecco presente un’altra centralina meteo associativa, anch’essa attiva per il peculiare monitoraggio della zona.

La gara continuerà a percorrere la Tiburtina – Valeria  S.S. 5, in direzione Chieti-Pescara, quando i ciclisti svolteranno a sinistra, sulla S.S. 153 della Valle del Tirino, per raggiungere il secondo traguardo volante della giornata a Bussi sul Tirino; passati non distanti dal fiume omonimo, quindi, imboccheranno la S.S. 602 di Forca di Penne, ove, a poca distanza, un’altra stazione meteorologica registra, già da molti anni, i dati tra Capestrano ed Ofena: la zona, in particolare, nota anche come ‘’forno d’Abruzzo’’, è solita annoverare primati di temperature decisamente elevate in estate, con picchi, superiori ai 40 ° C, raggiunti ed oltrepassati in non poche circostanze.

Subito dopo i corridori inizieranno a percorrere gli ultimi 46 chilometri, verso il Gran Sasso, salita di  Calascio, sulla S.P. 98 delle Vigne: 14 chilometri al 7% di pendenza media!  Cornici mozzafiato faranno da scenario al contesto che, all’improvviso, farà  apparire  il paese ove sarà posto il secondo GPM della giornata, a 1190 metri di altitudine. In alto, la dominante, grandiosa Rocca di Calascio con il suo piccolo quanto delizioso borgo. Ed è in quel borgo, che, presso il rifugio della Rocca, è presente ancora un’altra stazione meteo Caput frigoris. Siamo ad una quota di 1450 metri dove il vento, spesso, imperversa sui paesaggi rocciosi spazzando, al contempo, i magri pascoli.

Poco più in là, il borgo di Santo Stefano di Sessanio – uno dei più belli d’Italia – apparirà alla carovana come ultimo abitato prima di salire definitivamente verso l’arrivo del Gran Sasso.

Appena imboccata la S.P.97 del lago di Racollo, si scorgerà sulla sinistra, come per salutare i corridori, un’altra importante stazione meteorologica che registra i relativi dati presso il ristorante ‘’La Locanda sul Lago’’. Anche qui, nel corso della stagione invernale, si registrano solitamente temperature minime davvero gelide.

Una volta oltrepassato il rifugio Racollo, in una zona spettacolare –  con i Monti Prena, Infornace, Torri di Casanova e Brancastello a farla da padrone –  i corridori gireranno a sinistra sulla S.P. 17 bis, ove, pian piano, la salita tornerà a farsi progressivamente impegnativa, fino a diventare davvero dura negli ultimi 7 chilometri, come detto, quelli che porteranno fino all’arrivo, a quota 2135 metri: saremo in vista della maestosa cima del Corno Grande, re dell’Appennino.

Poco prima del traguardo, a 1.950 metri di altitudine, è ubicata inoltre la stazione meteorologica professionale del Comando Truppe Alpine di Bolzano, fornita – per gentile concessione ed a corollario dell’impegno associativo profuso da Caput frigoris in oltre 10 anni di appassionata attività soprattutto sul territorio abruzzese e laziale –  per la pubblicazione dei dati sulla nostra rete meteo.

Thomas Di Fiore