Condizione Neve

Bollettino Valanghe: pericolo da debole a marcato su Appennino centro-settentrionale

Dopo il recente rialzo delle temperature il pericolo valanghe è stato elevato da debole a marcato sull'Appennino centro-settentrionale

Di seguito potete leggere il bollettino mete-nivologico elaborato dal servizio Meteomont.

pericolo_valanghe

APPENNINO SETTENTRIONALE TIRRENICO:

MANTO NEVOSO – Croste da fusione e rigelo e da vento non portanti su strati intermedi moderatamente consolidati. Il manto nevoso è in generale moderatamente consolidato solo su alcuni pendii ripidi. Prosegue la forte attività eolica solo alle alte quote del Levante ligure e dell’Appennino tosco- emiliano, ma le azioni di trasporto ed accumulo oggi risultano molto ridimensionate a causa del rialzo termico che ha inumidito e appesantito la neve. Saranno possibili piccole valanghe spontanee e, in singoli casi, valanghe di medie dimensioni, caratterizzate da neve umida/bagnata a debole coesione di superficie, a lastroni o di fondo. Sulle Alpi Marittime vengono segnalate ampie zone senza neve sui versanti esposti a sud sud-ovest. PREVISIONI

SETTORE APPENNINO EMILIANO ROMAGNOLO :

MANTO NEVOSO – Croste da fusione e rigelo e da vento portanti e non portanti su strati più compatti e consolidati e croste da fusione e rigelo inglobate. Il manto nevoso è in generale moderatamente consolidato su molti pendii ripidi. L’attività eolica in atto, in particolare sul settore Centrale, incrementa la consistenza degli accumuli già presenti nei canaloni e la formazione di nuove cornici.

SETTORE APPENNINO UMBRO-MARCHIGIANO:

VALANGHE OSSERVATE – Piccole valanghe spontanee a lastroni di superficie.

MANTO NEVOSO – Lastroni compatti di neve ventata su strati moderatamente consolidati e croste da fusione e rigelo inglobate. Il manto nevoso è debolmente consolidato su molti pendii ripidi. I recenti apporti di neve fresca asciutta, sono già stati ridistribuiti dalla forte attività eolica in atto sopratutto in quota inspessendo preesistenti cornici e appesantendo i canaloni già notevolmente carichi, consolidandosi debolmente alla neve umida già presente.Le caratteristiche del manto si presentano disomogenee; dorsali con poca neve e terreno affiorante si alternano a spessi lastroni compatti di neve ventata. Distacchi spontanei anche di medie dimensioni sia di neve a debole coesione sia a lastroni da vento, saranno possibili sui pendii ripidi ed estremamente ripidi. Alle quote più elevate e in quelle localizzazioni ove è assente o minimo l’irraggiamento solare prestare attenzione alla presenza di accumuli eolici particolarmente instabili in quanto su croste da fusione e rigelo inglobate e di difficile individuazione poichè ricoperti da nuova neve fresca. In dette aree i distacchi provocati saranno possibili già con debole sovraccarico.Il previsto rialzo termico dei prossimi giorni (Z.T. oltre i 3000 mt s.l.m) favorirà un generale assestamento del manto nevoso, di contro sui pendii esposti al sole viste le temperature positive in prossimità del suolo, si potranno verificare distacchi spontanei sopratutto di medie dimensioni sia di neve a debole coesione che a lastroni anche di fondo.

SETTORE GRANDI MASSICCI APPENNINICI E APPENNINO ABRUZZESE

MANTO NEVOSO – Croste da vento portanti e non portanti su strati intermedi debolmente consolidati. Il manto nevoso è in generale moderatamente consolidato solo su alcuni pendii.

SETTORE APPENNINO CALABRO LUCANO

MANTO NEVOSO – Strati di neve umida-bagnata fino al suolo. Il manto nevoso è in generale ben consolidato sulla maggioranza dei pendii ripidi.