Condizione Neve

Bollettino VALANGHE 12 Marzo: Appennino centrale osservato speciale

Persiste un rischio moderato/marcato su tutto l'Appennino centrale, specie tra Lazio, Abruzzo e sud delle Marche. Altrove situazione più tranquilla

Un caro buongiorno a tutti amici di Neve Appennino, ecco il bollettino valanghe aggiornato e valido per la giornata di domenica 12 Marzo.

Legenda:

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Appennino Settentrionale:

MANTO NEVOSO: Croste da fusione e rigelo portanti e non portanti su strati basali più compatti e consolidati. Il manto nevoso è in generale moderatamente consolidato solo su alcuni pendii. Gli strati delle recenti precipitazioni nevose non si sono ancora ben saldati con la neve vecchia presente. La forte attività eolica in quota, che ha interessato l’intero settore nei giorni passati, ha ridistribuito la neve formando accumuli e cornici a ridosso dei crinali, nei canaloni e nelle conche sottovento.

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Settore Appennino settentrionale Tirrenico:

MANTO NEVOSO: Croste da fusione e rigelo portanti e non portanti su strati intermedi più compatti e consolidati. Il manto nevoso è in generale ben consolidato su molti pendii. la moderata azione di rigelo notturno consente rafforzamento di croste da fusione e rigelo portanti fino alle prime ore di insolazione, successivamente rapida perdita di portanza. Il manto nevoso è costituito da cristalli arrotondati e di grosse dimensioni lungo tutto il profilo che si trova in isotermia. Nelle esposizioni più calde è possibile percolazione di acqua di fusione all’interno del manto che può produrre piccoli scaricamenti di neve a debole coesione di superficie e di fondo. La copertura è nell’intero settore omogenea solo nei versanti in ombra ed a partire dai 1500 msm.

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Settore Appennino Umbro-Marchigiano:

VALANGHE OSSERVATE: Piccole valanghe spontanee di neve a debole coesione di superficie.

MANTO NEVOSO: Croste da fusione e rigelo portanti e non portanti su strati basali moderatamente consolidati. Il manto nevoso è in generale moderatamente consolidato. Il forte vento in quota proveniente dai quadranti settentrionali, sta ridistribuendo la neve recente, formando nuovi accumuli e cornici nei versanti meridionali. L’escursione termica tra il giorno e la notte favorisce, in particolar modo alle quote medie, il legame tra la recente neve con lo strato sottostante e un generale consolidamento del manto nevoso, tuttavia nei pendii ripidi ed estremamente ripidi e nei pendii a maggior soleggiamento non si escludono scaricamenti sia di superficie che di fondo per lo più di piccole dimensioni. Il distacco provocato alle quote più elevate nei versanti meridionali e soprattutto nei pendii del tutto all’ombra sarà possibile anche con debole sovraccarico.

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Appennino Abruzzese e grandi massicci Appenninici:

MANTO NEVOSO: Croste da fusione e rigelo portanti e non portanti su strati basali più compatti e consolidati. Il manto nevoso è in generale moderatamente consolidato su molti pendii ripidi.

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Appennino Calabro-Lucano:

MANTO NEVOSO: Strati di neve recente umida-bagnata a debole coesione su strati compatti e consolidati. Il manto nevoso è in generale ben consolidato sulla maggioranza dei pendii ripidi.

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