Condizione Neve

Bollettino VALANGHE 10 Marzo: sotto osservazione l’Appennino centrale

Bollettino valanghe 10 Marzo: sotto osservazione ancora e soprattutto l'Appennino centrale, ove permane un rischio marcato.

Un caro buongiorno a tutti amici di Neve Appennino, ecco il bollettino valanghe aggiornato e valido per la giornata di venerdì 10 Marzo.

Legenda:

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Appennino Settentrionale:

MANTO NEVOSO: Strati di neve recente umida-bagnata a debole coesione su strati basali più compatti e consolidati. Il manto nevoso è in generale moderatamente consolidato solo su alcuni pendii. Gli strati delle recenti precipitazioni nevose non si sono ancora ben saldati con la neve vecchia presente. La forte attività eolica in quota che ha interessato l’intero settore nei giorni passati ha prodotto la formazione di accumuli e cornici a ridosso dei crinali, nei canaloni e nelle conche sottovento.

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Settore Appennino settentrionale Tirrenico:

MANTO NEVOSO: Croste da fusione e rigelo portanti e non portanti su strati intermedi più compatti e consolidati. Il manto nevoso è in generale moderatamente consolidato solo su alcuni pendii ripidi. Si registra nell’intero settore una marcata escursione termica con condizioni di forte insolazione nei versanti esposti al sole e rapido aumento di portanza per irradiazione dopo il tramonto. Il manto nevoso è sottoposto a metamorfismo distruttivo durante il giorno quando sostanzialmente si mantiene in isotermia lungo tutto il profilo ed è costituito superficialmente da croste da fusione e rigelo, spesso ramponabili e che perdono portanza quando esposte al sole e, isolatamente, da strati di neve a debole coesione nei versanti in ombra e non interessati dalla pregressa azione eolica: questa ha determinato inizialmente formazione di cornici lungo le fasce di crinale esposte a Nord Est (vento predominante di Libeccio) e successivamente depositi ed accumuli a lastroni nelle conche e versanti esposti principalmente a Sud Ovest (vento di Grecale e Tramontana); in questi ultimi versanti si localizzano le criticità maggiori per le quali si prevede la possibilità di distacco di piccole/medie valanghe a lastroni di superficie con forte sovraccarico soprattutto in fase di rialzo termico. Minore la possibilità di distacco di piccole valanghe spontanee di neve a debole coesione di superficie innescate dal collasso di soprastanti cornici.

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Settore Appennino Umbro-Marchigiano:

VALANGHE OSSERVATE: Piccolo valanghe spontanee.

MANTO NEVOSO: Soffici lastroni di neve ventata su strati debolmente consolidati e croste da vento e da fusione e rigelo inglobate. Il manto nevoso è in generale moderatamente consolidato. In quota la pregressa azione del vento ha determinato importanti accumuli nei versanti meridionali. Il pericolo maggiore per distacchi spontanei e caratterizzato dalla scarsa coesione tra il nuovo strato e il manto vecchio sottostante (interfaccia). Il distacco provocato sarà sempre possibile già con debole sovraccarico. Nei pendii ripidi ove è maggiore il soleggiamento, in virtù anche dell’odierno innalzamento dello zero termico, non si escludono distacchi spontanei anche di medie dimensioni, sia di superficie che di fondo.

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Appennino Abruzzese e grandi massicci Appenninici:

VALANGHE OSSERVATE: Valanghe spontanee di media grandezza di neve a debole coesione di superficie.

MANTO NEVOSO: Croste da fusione e rigelo e da vento portanti e non portanti su strati basali più compatti e consolidati. Il manto nevoso è in generale moderatamente consolidato su molti pendii ripid

 

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Appennino Calabro-Lucano:

MANTO NEVOSO: Strati di neve recente umida-bagnata a debole coesione su strati intermedi compatti e consolidati. Il manto nevoso è in generale ben consolidato sulla maggioranza dei pendii ripidi

 

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