Condizione Neve

Bollettino neve, METEOMONT: rischio valanghe marcato su Appennino centro-meridionale

In allegato di articolo il bollettino a cura del servizio METEOMONT:

APPENNINO SETTENTRIONALE TIRRENICO:

MANTO NEVOSO – Strati di neve asciutta a debole coesione fino al suolo. Il manto nevoso è in generale ben consolidato su molti pendii. Le nevicate delle ultime 48 ore hanno portato neve fresca sull’intero settore ma le cumulate maggiori sono state registrate alle quote collinari, dai 700 ai 1000 m, soprattutto nella parte occidentale dell’Appennino Ligure e nella parte orientale delle Alpi Liguri Marittime. Segnalata diffusamente la presenza di brina di superficie. Nei sottosettori liguri all’interno del manto nevoso sono anche presenti cristalli con forme angolari e a calice. Nel sottosettore del Monte Amiata osservata ieri, 24/01/2019, la presenza all’interno del manto nevoso di neve pallottolare ricoperta da neve fresca. Su tutto il settore, soprattutto alle alte quote, la forte attività eolica, prevalentemente da nord-ovest, sta trasportando la neve fresca asciutta e a debole coesione creando accumuli, cornici e lastroni da vento che localmente saranno di difficile individuazione a causa della scarsa visibilità segnalata in alcuni comprensori montani della Toscana. Su singoli pendii, soprattutto quelli esposti ai quadranti sud-orientali, il grado di pericolo potrebbe salire da “Debole 1” a “Moderato 2”. Saranno possibili scaricamenti di neve fresca a debole coesione e/o piccole valanghe superficiali a lastroni da vento.

 

APPENNINO EMILIANO ROMAGNOLO:

MANTO NEVOSO – Strati di neve asciutta a debole coesione fino al suolo. Il manto nevoso è debolmente consolidato sulla maggioranza dei pendii ripidi. Una modesta attività eolica sta caratterizzando il crinale dell’Appennino Tosco Emiliano con venti provenienti dai quadranti nord orientali con formazione di accumuli in conche e canaloni sui versanti sud e sud occidentali. Registrata formazione di brina di superficie nel sottosettore dell’Appennino Emiliano Centrale.

APPENNINO UMBRO MARCHIGIANO:

MANTO NEVOSO – Soffici lastroni di neve ventata su preesistenti croste da fusione e rigelo e da vento. Il manto nevoso è debolmente consolidato solo su alcuni pendii. I recenti apporti di neve fresca sono stati già ridistribuiti dal vento. Strati di neve fresca a debole coesione, soffici lastroni di neve ventata alternati ad accumuli più consistenti poggiano con scarsa aderenza su un manto nevoso preesistente più compatto e consolidato. Per quanto riguarda i Monti Sibillini, in particolare dove l’azione eolica è stata più incisiva, si segnalano, oltre ad accumuli più importanti, la formazioni di consistenti cornici, pertanto sono da evitare versanti sottovento. Le recenti deboli nevicate possono rendere difficoltoso l’individuazione di lastroni sia di recente formazione che inglobati, localizzazioni dove il distacco potrebbe essere provocato anche con debole sovraccarico. Sui pendii ripidi e molto ripidi, non si possono escludere distacchi di neve a debole coesione di superficie anche di medie dimensioni.

SETTORI GRANDI MASSICCI APPENNINICI E APPENNINO ABRUZZESE:

MANTO NEVOSO – Strati superficiali di neve fresca asciutta a debole coesione su strati moderatamente consolidati. Il manto nevoso è debolmente consolidato solo su alcuni pendii ripidi. Sostenuta attività eolica con trasporto che genera formazione di accumuli nei canaloni, nelle conche e cambi di pendenza. Presenza di neve vecchia lavorata dal vento con nuove cumulate di neve fresca asciutta “soffiata” circoscritta nelle dorsali intermedie. Il manto nevoso potrebbe risultare moderatamente instabile in molti pendii ripidi e zone sottocresta. Segnalate zone sommitali spazzate dal vento che potrebbero generare imprevedibili tratti eterogenei ghiacciati.

SETTORE APPENNINO CALABRO:

MANTO NEVOSO – Strati di neve recente asciutta a debole coesione su strati moderatamente consolidati. Il manto nevoso è in generale moderatamente consolidato sulla maggioranza dei pendii ripidi. La circolazione della perturbazione ha favorito condizioni di spiccata instabilità meteorologica, soprattutto sulla parte centrale del settore. Le diffuse nevicate registrate sono risultate perlopiù asciutte, ma con rapida tendenza a inumidirsi nel corso della giornata; tali fenomeni sono stati accompagnati da intensa attività eolica che, localmente, ha fatto registrare venti di forte intensità prevalentemente settentrionali, con diffusi fenomeni di trasporto e accumuli sui versanti meridionali, soprattutto alle alte quote, oltre 1400 metri slm. Permane un grado di pericolo MODERATO 2 sull’intero settore, oltre 1000 metri slm, che localmente, soprattutto su pochi pendii campani e lucano, oltre 1400 metri slm, in considerazione della possibile formazione di lastroni risulterà in aumento fino a MARCATO 3.